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La valle del Biedano, tra i borghi medievali di Barbarano Romano e di Blera, è uno dei luoghi più suggestivi della Tuscia. Accanto al canyon scavato nei millenni dal fiume sono tombe etrusche, boschi di querce, altopiani coltivati di grande suggestione.

“Il primo sguardo crea una suggestione e uno stato di meraviglia indescrivibile” ha scritto quasi due secoli fa George Dennis, console britannico a Roma e autore nel 1848 di un libro, Itinerari etruschi, capace di emozionare anche gli escursionisti di oggi.

“Ecco un anfiteatro di tombe a tempio, alte sulla parete verticale, ancora nello splendore delle loro cornici e dei loro bassorilievi. La solennità di questi luoghi solitari che sembrano isolati dal resto del mondo, il fatto che vi riposino persone di una razza, di una lingua e di una religione misteriosa, invita la mente a soffermarsi nella riflessione e nella meditazione”

Il Parco Regionale Marturanum, in territorio di Barbarano Romano, include splendide sepolture etrusche come le tombe Cima, della Regina e del Cervo (il cui bassorilievo è oggi il logo del Parco), la chiesetta di San Giuliano (dove sono state riutilizzate delle colonne romane) e le mura trecentesche del borgo.

In cielo volano numerose specie di rapaci, in primavera nella zona fioriscono le orchidee selvatiche. I nuovi sentieri, segnati dal Parco e dalla Sezione di Viterbo del CAI, rendono la zona più facile da visitare che in passato per gli escursionisti.

Da qualche anno, ha avuto un grande e meritato successo il Cammino dei Tre Villaggi, “il cammino più piccolo d’Italia”, che interessa anche Villa San Giovanni in Tuscia e attira ogni anno migliaia di appassionati. Il percorso che descrivo permette numerose varianti. Dalle tombe Margareth (nella foto) e del Trono si può continuare a nord verso Villa San Giovanni in Tuscia, Vetralla e la sua stazione FFSS.

Dislivello: 300 m

Tempo: 4 ore a/r

Difficoltà: E

Periodo consigliato: tutto l’anno, meglio in primavera e in autunno

Si parte da Piazza Armando Diaz (341 m), all’ingresso di Barbarano Romano. A piedi si traversa la Porta Romana, e ci si inoltra nel borgo toccando il piccolo ma interessante Museo Archeologico. Una discesa verso sinistra, per Via di Porta Canale, porta al quadrivio di Piagge di Canale (316 m).

Si continua per una stradina in discesa (segnavia 105), a un bivio la si lascia, e si entra nelle Gole del Biedano. Ci si tiene a sinistra a un secondo bivio, si tocca una caverna, e si scende al muraglione della Seconda Mola (278 m, 0.30 ore). Se si vuol proseguire fino alla Terza Mola e al suo laghetto (255 metri) occorre proseguire sul sentiero per Blera. Occorrono 0.30 ore a/r in più.

Alla Seconda Mola si passa sulla destra orografica del Biedano, si lascia a destra il sentiero per Sarignano, si costeggia (segnavia 138C) una parete rocciosa e si risale la spettacolare “tagliata” della Cava delle Quercete fino a raggiungere una strada sterrata.

Si va a destra (a sinistra è un agriturismo), si lascia la strada e si continua per un viottolo fino alla strada Barbarano-Blera. La si attraversa e si raggiunge la splendida (e accessibile) Tomba Margareth (330 m, 0.45 ore). Si tocca un’altra strada asfaltata, si piega a destra e si visita anche la Tomba del Trono.

Si continua sul viottolo (ancora segnavia 138C), a tratti selciato, che sale tra campi e recinzioni fino a un quadrivio sul Poggio delle Cerquete (417 m). Si scende fino a un’ampia strada sterrata, si lasciano a sinistra i segnavia per Vetralla, e si scende alla strada provinciale che collega Barbarano e Blera (353 m, 0.45 ore).

La si segue a sinistra, si continua per un viottolo parallelo, poi si supera il cancello che dà accesso alla necropoli di Greppo Cenale e ci si tiene a sinistra a un bivio. Si scende a un fosso, si risale e si raggiunge l’area da pic nic del Caiolo (355 m,0.30 ore), con un piacevole punto di ristoro aperto nei weekend.

Si riparte in discesa verso sinistra (segnavia 103), scendendo a un gruppo di tombe a portico e a un bivio, da cui si va a destra alle Tombe della Regina e del Cervo, decorata dal bassorilievo che è il simbolo del Parco. Poi, dal bivio, si traversa il fosso, si risale a una sella, si va a destra per una carrareccia fino al pianoro e ai resti della chiesa di San Giuliano (347 m, 0.30 ore), con colonne romane. Nei pressi è il Bagno Romano, una grande cisterna scavata nel tufo.

Si torna all’ultima sella, si traversa il Fosso di San Simeone, e si risale all’imponente Tomba Cima (335 m), con le sue camere funerarie perfettamente conservate. Si esce sulla strada asfaltata, la si segue verso destra per un centinaio di metri, poi si piega ancora a destra (segnavia 103) sull’altopiano di Sarignano.

A un quadrivio (346 m) si va a sinistra, si scende in un ennesimo vallone, si risale a delle case e si scende nella “tagliata” di Campecora fino alla Fonte del Pisciarello (340 m). Risalendo tra suggestive rupi di tufo si torna al punto di partenza (1 ora).

Stefano Ardito Passeggiate ed escursioni a Roma e dintorni, Newton Compton, 2020

Stefano Ardito, Natalino Russo Sentieri del Lazio, Unioncamere Lazio-Touring Club Italiano, 2022