Seleziona una pagina

Questo inverno, in materia di insicurezza in montagna, si è già visto di tutto. Un sito di itinerari “made in USA” che consiglia agli escursionisti nostrani di suicidarsi con le ciaspole sul Corno Grande e sul Vettore, e qualche giornalista italiano che riprende questi consigli sbagliati, e invita i suoi lettori a mettersi nei guai.

Poi gli errori veri, a volte con conseguenze fatali. Nello scorso weekend, quattro ragazzi si sono incamminati sulla Maiella innevata senza scarpe adatte, ARTVA, ramponi o piccozze. Sono stati recuperati a notte fonda, con principi di congelamento ai piedi, grazie al primo intervento realizzato in Abruzzo da un elicottero attrezzato per il volo notturno arrivato da Pratica di Mare, alle porte di Roma.

L’indomani un escursionista ha chiesto aiuto dal Monte Grappa, in Veneto, perché bloccato nella neve profonda. Poi due camminatori con le ciaspole, senza ARTVA, sono stati travolti da una valanga caduta dai ripidi canaloni del Catinaccio, in Trentino. La bravura di medici ed elicotteristi del Soccorso non è bastata a salvare la vita di uno dei due.

Infine la Valle di Comino, nel Lazio. Un territorio magnifico, al confine tra il Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e le colline ciociare. Una zona alla quale, negli anni, ho dedicato articoli su quotidiani e riviste, itinerari su guide estive e invernali, perfino una guida sponsorizzata dall’ente del turismo locale.

Ho consigliato più volte, anche su questo sito, lo splendido itinerario invernale che sale dai Prati di Mezzo ai 2242 metri della Meta (o Monte Meta, il toponimo tra Lazio e Abruzzo cambia), un belvedere dov’è facile incontrare i camosci.

Citarsi non è elegante, ma per una volta lo faccio. “Si possono utilizzare le ciaspole fino al Passo dei Monaci, ma sul pendio che conduce alla vetta servono i ramponi, la piccozza e la capacità di usarli correttamente. In alternativa ci si può rivolgere alle guide alpine del Lazio, del Molise e dell’Abruzzo”.

Invece, giovedì 26 novembre, l’anonimo estensore della pagina Facebook “Visit Valle di Comino” ha spiegato ai suoi lettori che si tratta di un percorso “magico, percorribile con ciaspole o sci d’alpinismo”. Due righe dopo secondo sfondone, “difficoltà E+”. E’ un grado escursionistico estivo, qui si parla di F o PD, cioè di alpinismo.

Errori di questo tipo, ahimé, compaiono spesso su blog e siti dedicati ai sentieri. Non lo avevo mai visto – confesso – su una pagina che inizia con la parola “Visit”. E che invita, o dovrebbe invitare, le persone a scoprire un territorio, si suppone in sicurezza e con rispetto.

Cari sindaci, cari albergatori, cari soci CAI e volontari del CNSAS della Val Comino, potete invitare il sito e il suo estensore a eliminare l’errore? In alternativa, potrebbe modificare la testata in “Visit Valle di Comino, e poi muori”. In inglese, la lingua d’elezione dei social, suona ancora meglio. “Visit Valle di Comino, and then die” piacerebbe perfino a James Bond.