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Il 2026 è l’anno di San Francesco. Per celebrare gli 800 anni trascorsi dalla morte del “Poverello”, Assisi e le sue meravigliose Basiliche vengono prese d’assalto ancora più del solito da pellegrini e turisti. L’affollamento non risparmia l’Eremo delle Carceri, il più celebre tra i tanti legati al Santo, utilizzato da Francesco e dai suoi frati che si ritiravano (“carceravano”) qui per mondarsi dai peccati, e che è stato riedificato nel Quattrocento da San Bernardino da Siena.

L’Eremo sorge tra i boschi di leccio del Monte Subasio, la montagna che domina la città e che raggiunge i 1290 metri di quota. Il massiccio, ripido e rivestita da boschi in basso, si distende intorno alla cima in un solenne altopiano di pascoli, dal quale nelle giornate serene appaiono il Lago Trasimeno e i Monti Sibillini, il Monte Amiata e il Gran Sasso. A sud della cima, in direzione di Spello, si aprono le doline calcaree del Mortaro Grande e del Mortaiolo.

Il Parco Regionale del Subasio, che tutela il massiccio dal 1995, è stato istituito su proposta di un ornitologo di San Francisco, città che grazie al nome è gemellata da decenni con Assisi. Il divieto di caccia ha ridato pace e bellezza alla montagna, dove continua però a causare disturbo un’ampia strada sterrata aperta al traffico.

Questo itinerario, vario ma abbastanza lungo, si avvicina alla strada solo in un breve tratto, e la utilizza per poche centinaia di metri. Chi parte presto da Assisi può visitare l’Eremo delle Carceri prima dell’arrivo della folla, chi vuole abbreviare il percorso può raggiungere il complesso sacro in auto e partire a piedi da qui. Consigliata l’ottima carta in scala 1:25.000 della Sezione di Foligno del CAI.

All’inizio e alla fine, si incontra la Via di Francesco, un suggestivo e frequentato cammino, diviso in 22 tappe, che unisce il Santuario francescano della Verna con Roma passando per Gubbio, Assisi, Spoleto, Terni e Rieti.

  • Dislivello: 850 m
  • Tempo: 5.15 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: primavera e autunno

Dalla Basilica di San Francesco (440 m) si attraversa in salita il centro storico di Assisi verso la Piazza del Comune e la Porta  Cappuccini. Dopo averla traversata, si piega a sinistra e si sale verso la Rocca Minore (Rocchicciola sulla mappa CAI), per poi proseguire lungo una carrareccia, indicata dai segnavia CAI 350 e 351, e da quelli giallo-blu della Via di Francesco.

Al primo bivio si continua a salire sul crinale (a sinistra i segnavia 351 vanno a Costa di Trex), al secondo (797 m) si lasciano a sinistra un sentiero indicato dai segnavia 353 e si continua con salita più dolce. Superata una fonte, si esce sulla

strada asfaltata, lungo la quale si scende a destra all’Eremo delle Carceri (792 m, 1.15 ore) circondato da una magnifica lecceta.

Prima dell’ingresso è un chiosco-bar. Il monumento, e le grotte-romitorio che lo circondano, meritano una visita attenta. Se si preferisce salire fin qui in auto, conviene posteggiare in un grande spiazzo accanto all’ultimo tornante verso destra. Nei pressi dell’eremo i posti sono pochi.

Si riparte a sinistra dell’ingresso dell’Eremo, sulla strada asfaltata per San Benedetto, indicata da segnavia CAI e della Via di Francesco. Dove il tracciato piega a destra, si imbocca il sentiero (segnavia CAI 350) che risale il Fosso delle Carceri e poi il Bosco di Vallonica fino all’omonimo rifugio (1059 m, 0.45 ore), in cattive condizioni.

Si continua verso destra su una carrareccia a mezza costa fino alla panoramica Croce di Sasso Piano (1124 m, 0.30 ore), affacciata sulla Valle Umbra. Si riprende a salire sui pascoli (ancora segnavia 350), in un ampio vallone, fino a raggiungere la strada sterrata che attraversa l’altopiano sommitale ai piedi della vetta tradizionale del Subasio (1284 m), dove sono un edificio in abbandono e delle grandi antenne.

Si scende a nord (sinistra arrivando) per prati, si tocca per un momento la strada e si risale (segnavia 351) alla vera vetta del Monte Subasio (1290 m, 1.15 ore), dove sono dei cippi di pietra e dei pannelli che indicano le vette e altri punti di riferimento dell’Appennino, fino ai Sibillini e al Gran Sasso, che è ben visibile nelle giornate serene. La discesa per lo stesso itinerario richiede 1.30 ore fino all’Eremo e 1 ora da questo ad Assisi.

Dalla vetta, però, conviene scendere a nord (segnavia 351), costeggiando per un tratto la strada e poi abbassandosi in diagonale sui prati fino a una strada sterrata pianeggiante (1106 m). La si segue in piano a sinistra, lasciando a destra un sentiero per costa di Trex, fino a ritrovare la strada, che si segue fino al pianoro degli Stazzi (1083 m, 1 ora).

Si riparte per pochi minuti sulla strada, e dopo una svolta a sinstra si imbocca un sentiero (segnavia 353) che scende nel bosco, tocca due strade sterrate e riporta al tracciato di salita al bivio 797 metri. Lungo la carrareccia si torna ad Assisi.