La conca di Piancavallo, all’estremità meridionale delle Dolomiti d’oltre Piave e del Cansiglio, ospita dal secondo dopoguerra una delle stazioni sciistiche più note del Friuli, ma merita una visita anche da parte degli escursionisti in estate.
Il Col Cornier, soprannominato “la montagna dei ragazzi” su alcuni cartelli, chiude la conca verso ovest, raggiunge i 1767 metri di quota, e offre un magnifico panorama su Piancavallo, l’incombente massiccio di Monte Cavallo (nella foto), la pianura friulana, l’Adriatico e vari altri massicci delle Dolomiti, a iniziare dalle Pale di San Martino.
Il frequentato sentiero che sale alla cima, decisamente sottovalutato da vari siti, offre una bella camminata, che il terreno a tratti scomodo e i numerosi saliscendi rendono più impegnativo di quel che sembra. L’ambiente della salita è solitario e quasi selvaggio, soprattutto nel lungo traverso ascendente verso la Sella del Sauc.
L’ultimo tratto di salita, la vetta e gran parte della discesa offrono splendidi panorami. In estate, una volta raggiunta la Baita Arneri, molto cara ai villeggianti della zona, si può scendere in seggiovia o a piedi, con due possibili percorsi. Nella tarda primavera e in autunno, quando l’impianto è chiuso, occorre chiudere l’anello a piedi. A ottobre i colori dei faggi rendono la gita ancora più suggestiva.
- Dislivello: 620 m in salita, da 200 a 620 m in discesa
- Tempo: da 3 a 4 ore
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: da fine maggio a fine ottobre
La località turistica e sciistica di Piancavallo si raggiunge per una comoda strada a tornanti da Aviano. Si può passare anche da Barcis. L’itinerario inizia (1260 m) a poche decine di metri dalla chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, in corrispondenza di un grande cuore di pietra e di una tabella del Sentiero Botanico. Non ci sono cartelli del CAI.
Si sale a destra verso un visibile segnavia bianco-rosso, e al primo tornante si lascia il Sentiero Botanico per salire a destra, accanto a una pista da sci. I segnavia passano accanto a un condominio, entrano in una pineta, e raggiungono il primo cartello che indica il Col Cornier, verso cui sale il sentiero 992.
Si entra nella faggeta, si sale obliquamente a sinistra, e poi si torna a destra per un largo crinale boscoso. La salita porta ad affacciarsi su una pista da sci protetta da una grande rete (1435 m, 0.30 ore), oltre la quale compare il Monte Cavallo.
Il sentiero rientra a sinistra nel bosco, e inizia una lunga traversata a saliscendi nel bosco del Monte Sauc. Si aggira una radura, si superano degli elementari affioramenti rocciosi, poi si sale a tornanti fino a un bivio (1475 m) dove arriva un sentiero da Casera Campo.
Si sale ancora a svolte, si traversa un’altra pineta, e si continua tra i faggi superando un’altra zona rocciosa e ripida ma priva di difficoltà. Alla fine, un vallone erboso porta alla Sella del Sauc (1595 m, 1 ora), da cui riappare il Monte Cavallo.
Il sentiero sale a sinistra nel bosco, compie dei saliscendi su terreno roccioso, ed esce allo scoperto sui cocuzzoli erbosi e rocciosi della cresta Sud-est del Col Cornier, affacciandosi a tratti a sinistra su dei ripidissimi canaloni.
Un’ultima salita porta a un paletto e poi alla larga vetta del Col Cornier (1767 m, 0.45 ore), affacciato sul massiccio di Monte Cavallo e sulla conca di Piancavallo, con le sue piste da sci. In lontananza, nelle giornate serene, si vedono la pianura friulana e veneta, l’Adriatico, le Pale di San Martino e altri massicci delle Dolomiti.
Il sentiero di discesa si stacca dopo pochi metri da quello di salita, e segue la erbosa cresta Nord del Col Cornier. Il percorso, evidente e panoramico, aggira delle doline, compie dei saliscendi, e poi scende decisamente fino ai dossi boscosi che separano la nostra montagna dallo Zuc Torondo e dal massiccio del Cavallo.
Altri saliscendi portano al sentiero CAI 993, che sale verso Forcella Palantina. Lo si segue a destra in discesa, si raggiunge la confluenza di due piste da sci, e si continua in piano fino alla Baita Arneri (1625 m, 0.45 ore), con servizio di bar-ristorante, e l’arrivo della seggiovia Tremol, spesso aperta in estate.
Per tornare a Piancavallo, da qui, si può usare la seggiovia. Per scendere a piedi si può seguire la strada di servizio all’impianto, che inizia accanto all’arrivo della seggiovia, e si trasforma alla fine in una ripida e scomoda stradina in cemento (0.45 ore). In alternativa, si può seguire la strada percorsa nell’ultimo tratto, che compie dei modesti saliscendi, tocca la base di un’altra seggiovia, e riporta alla base con percorso più comodo (1 ora).
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