Ortona, per secoli il più importante porto della costa abruzzese, è stata devastata alla fine di dicembre del 1943 da una furiosa battaglia tra la Prima Divisione Canadese e il Terzo Reggimento Paracadutisti della Wehrmacht. Oltre ai danni materiali, il prezzo dei combattimenti fu di 1.375 morti e 964 feriti tra gli Alleati, 867 tra morti, feriti e dispersi tedeschi, e 1.314 civili uccisi. Era stato Adolf Hitler, pochi giorni prima, a ordinare di difendere Ortona fino l’ultimo uomo. Il New York Times scrisse della “Stalingrado d’Italia”.
Qualche mese prima, il 9 settembre si erano imbarcati nel porto di Ortona, diretti a Brindisi, re Vittorio Emanuele III, la sua corte e il maresciallo Badoglio, fuggiti da Roma poche ore dopo l’entrata in vigore dell’armistizio tra il Regno d’Italia e gli Alleati. Se la città è stata ricostruita, la lapide che ricorda con parole sferzanti la fuga del sovrano versa in una condizione di abbandono vergognosa, e merita certamente un restauro.
Questa piacevole camminata utilizza nella parte centrale la Via Verde dei Trabocchi, la pista ciclopedonale (nella foto) che utilizza il vecchio tracciato della ferrovia Pescara-Bari, e che, una volta completata, collegherà Francavilla al Mare con il confine con il Molise. Chi raggiunge Ortona in treno può iniziare la camminata dalla stazione FFSS, e salire verso il centro storico prima o dopo l’escursione verso Punta Acquabella e il Moro River War Cemetery.
Il percorso, frequentato in tutte le stagioni, permette di scoprire una delle zone più belle del litorale abruzzese. Dalle case di Acquabella, una salita porta al Cimitero Militare Canadese, dove riposano i giovani militari che hanno dato la vita per liberare l’Italia e l’Europa dal fascismo e dal nazismo. Nelle belle giornate d’inverno, alle spalle delle lapidi compare la Maiella innevata.
- Dislivello: 140 m
- Tempo: 4 ore a/r
- Difficoltà: T
- Periodo consigliato: tutto l’anno, ma non nelle giornate più calde
Dalla Piazza della Repubblica (68 m), cuore di Ortona, si traversa il centro per Corso Vittorio Emanuele II e Piazza del Municipio fino al Monumento ai Caduti Canadesi. Si torna indietro per pochi passi, poi si sale alla basilica di San Tommaso, e si prosegue per Via Matteotti fino all’imponente Castello Aragonese (55 m), affacciato dall’alto sull’Adriatico. In tutto il centro, nonostante la ricostruzione, sono evidenti i segni lasciati dalla battaglia. Tabelle e fotografie ricordano quei tragici giorni.
Dal monumento, due scalinate scendono verso il porto di Ortona. Alla fine della discesa, incrociata la Via Verde dei Trabocchi, si raggiunge la lapide, in vergognoso stato di abbandono, che ricorda la fuga di re Vittorio Emanuele III e del maresciallo Badoglio verso Brindisi.
Si torna alla ciclopedonale, e la si segue costeggiando il porto e poi dei capannoni industriali, e passando davanti alla stazione FFSS (12 m, 0.45 ore), dove chi raggiunge la zona in treno può iniziare la sua camminata. Più avanti sono il Porto Turistico di Ortona e il Lido Saraceni, prima del quale la carrozzabile sale con un grande viadotto.
Si continua sulla Via Verde dei Trabocchi, in ambiente via via più naturale, superando due tunnel artificiali e raggiungendo la Galleria Moro, che traversa il promontorio di Punta Acquabella. Subito prima, a sinistra, un sentierino scende a un minuscolo porticciolo. Oltre il tunnel, sulla destra, è il piccolo abitato di Acquabella (9 m, 0.45 ore), in parte trasformato in struttura ricettiva.
Si scende alle case, si traversa il borgo (il passaggio aperto è sulla destra), e si sale per una ripida strada asfaltata che si affaccia dall’alto sulla costa. Dopo un tornante a sinistra, si costeggiano delle case e si raggiunge un ampio posteggio (60 m) utilizzato da chi scende a piedi da qui alla costa.
Poco più avanti la strada sbuca sulla Statale 16 Adriatica, che si costeggia verso destra (attenzione!) per qualche centinaio di metri fino alla deviazione per il Cimitero Canadese (67 m, 0.30 ore), preceduto dalla chiesa di San Donato, nel cui portico sono altri memoriali. Nelle giornate serene d’inverno, dal Cimitero, si vede la Maiella innevata. Il ritorno fino alla stazione FFSS e al centro di Ortona richiede lo stesso tempo dell’andata (2 ore).
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