La Via Appia Antica, inaugurata nel 312 avanti Cristo, è celebre per il suo tratto all’uscita da Roma, scandito da torri e sepolcri antichi. Lo spettacolare tratto con cui questa storica strada sale da Fondi verso Itri, nella valle di Sant’Andrea ai piedi dei Monti Aurunci, dimostra invece l’importanza dell’arteria per gli oltre duemila anni successivi.
Nei quasi due chilometri che vale la pena di percorrere a piedi, la Via Appia conserva a tratti il basolato romano di età imperiale, ma altrove è stata sistemata dai Borboni, dai re spagnoli di Napoli e addirittura sotto Gioacchino Murat, effimero re di Napoli e cognato di Napoleone Bonaparte.
La camminata descritta, perfettamente sistemata dal Parco regionale dei Monti Aurunci, che l’ha inserita nella sua segnaletica, fa parte della tappa della Francigena del Sud che unisce Fondi e l’Abbazia di San Magno con Itri, e che può essere percorsa da chi cerca una camminata più lunga.
La bellezza del tratto descritto, però, è molto superiore a quella del resto. Il nuovo posteggio consente di percorrere piacevolmente solo il tratto più bello. Il percorso sulla Francigena richiede 2 ore da Fondi all’inizio del basolato, e 1.30 ore dal termine del tratto più bello fino a Itri.
- Dislivello: 130 m
- Tempo: 1.30 ore a/r
- Difficoltà: T
- Periodo consigliato: tutto l’anno, in estate non nelle ore più calde
Da Fondi o Itri si segue la statale 7 Appia, che unisce i due centri, fino a un bivio poco a nord (direzione di Fondi) del km 126, dove dei cartelli segnalano la Via Appia Antica. Il traffico intenso lungo la statale suggerisce la massima attenzione. Altri 500 metri in auto, lungo la sterrata che corre tra gli ulivi, portano a un ampio posteggio (84 m) con cartelli della Francigena e tavoli da picnic, sorvegliato da un muraglione.
A piedi si torna indietro per pochi metri, e si traversa il vallone su un imponente ponte costruito nel 1568 sotto re Filippo II di Spagna Ponte del Viceré de Ribera sulle carte), distrutto nella Seconda Guerra Mondiale e restaurato nel 2004.
Si continua in leggera salita, sulla strada sterrata dove compare il selciato di età borbonica. Dopo un ponticello di età napoleonica compare il selciato cinquecentesco, poi sostituito dagli inconfondibili basoli romani, sistemati intorno al 216 dopo Cristo, sotto l’imperatore Caracalla.
Dove la valle si stringe, e la strada piega a sinistra e poi a destra, si passa accanto all’imponente Forte Sant’Andrea (124 m), costruito sul basamento di un tempio di Apollo, già esistente nel IV secolo avanti Cristo e ampliati in età tardo-repubblicana. Brevissime deviazioni consentono di visitare il monumento.
Oltre il Forte il Fosso di Sant’Andrea sale ripido verso sinistra, la valle percorsa dall’Appia Antica diventa più e stretta, e il basolato romano è sorretto a sinistra da un muraglione, anch’esso dell’epoca di Caracalla, e che prosegue anche dove si cammina sul lastricato borbonico messo in opera nel Settecento.
Alla fine, di fronte a una vecchia calcara, la via Appia raggiunge un ponte borbonico e il Valico della Forcella (201 m, 0.45 ore) e va a sinistra innestandosi sulla statale moderna. La discesa, per lo stesso itinerario, richiede il medesimo tempo.
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