L’isola di Andros, la più vicina ad Atene delle Cicladi (i traghetti che la raggiungono impiegano due ore dal porto di Rafina) è nota fin dall’antichità per l’abbondanza di acqua dolce. A chi la visita oggi, offre centri storici suggestivi come la bellissima Hora, spiagge, sorgenti e monasteri ortodossi come quello fortificato di Panachradou, che sorveglia dall’alto la zona centrale dell’isola.
Da qualche anno, grazie al lavoro delle volontarie e dei volontari di Andros Routes, alle attrattive dell’isola si è aggiunta una rete di 240 chilometri di sentieri ben segnati, che dove necessario sono stati restaurati e ripuliti dai rovi. L’obiettivo dell’associazione, oltre che di incrementare il turismo, è di recuperare i segni della vita e del lavoro tradizionale.
Uno dei percorsi più brevi, ma di grande suggestione, collega la strada che compie il periplo di Andros all’area archeologica di Zagora, dove un team di archeologi australiani dell’Università di Sydney, tra il 2022 e il 2013, ha riportato alla luce i resti di una città popolata tra il 900 e il 700 avanti Cristo. Molti reperti degli scavi sono esposti nel Museo archeologico di Hora.
Il sentiero che descrivo, breve e facile ma con dei ripidi saliscendi, offre spettacolari panorami sul golfo di Schinias. Decine di capanni pastorali in pietra e chilometri di muri a secco spiegano quanto i terreni attraversati, in passato, siano stati importanti per l’agricoltura e per l’allevamento ovino. I
resti degli edifici antichi sono abbastanza modesti, ma la camminata è di grande interesse. Chi cerca una camminata più lunga, dal punto di partenza, può dirigersi a est verso Sasa e il monastero di Panachradou.
- Dislivello: 140 m
- Tempo: 2 ore a/r
- Difficoltà: T/E
- Periodo consigliato: tutto l’anno, in estate non nelle ore più calde
Il percorso inizia dalla chiesetta di Agia Triada (la Santissima Trinità, 255 m), che sorge accanto alla strada per Kamarià e Ormos Korthou, poche centinaia di metri a sud del bivio dove questa s’innesta sul tracciato che unisce il porto di Gavrio a Hora. Tra la chiesetta e un capannone c’è ampio spazio per posteggiare. Oltre la strada, i segnavia 7 proseguono verso Sasa e il monastero di Panachradou.
Si raggiunge e si aggira la chiesetta, si supera il primo di una serie di cancelli per il bestiame (da richiudere!), e si sale leggermente a mezza costa, seguendo gli evidenti segnavia 7 con bel colpo d’occhio sul promontorio di Zagora. A un bivio si lascia in alto a sinistra una sorgente (raggiunta dai segnavia 7a), e si scende ripidamente verso destra fino a un interessante villaggio di costruzioni in pietra a secco.
Si riparte a mezza costa, si supera una nuova discesa, si tocca la chiesetta di Agios Georgios e si raggiungono altre costruzioni in pietra a secco. Il panorama sulla sottostante insenatura di Schinias, da questa zona, è perfetto. Un’ultima discesa porta alla sella erbosa (150 m, 0.45 ore) che precede le rovine. I segnavia finiscono all’ingresso dell’area archeologica, nella quale si entra lasciando a sinistra un piccolo edificio. Una breve salita porta alle basi di alcuni edifici antichi, protetti da alte recinzioni, e poi alla sommità della collina (165 m). La passeggiata tra le rovine richiede circa 0.30 ore. Si torna per il sentiero dell’andata, nello stesso tempo (0.45 ore) anche se il dislivello in salita è un po’ maggiore.
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