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La regione di Udine e della Carnia non c’entra. Le due isole e i due isolotti dell’Arcipelago del Frioul (il nome deriva dal latino fretum, cioè “passaggio”) si alzano dalle acque del Mediterraneo a quattro chilometri in linea d’aria da Marsiglia. Nel 49 avanti Cristo hanno sostato qui le navi di Cesare prima di assediare la città, da allora Pomègues e Ratonneau, le due isole principali, sono state usate soprattutto come lazzaretto.

Oggi l’arcipelago, inserito dal 2012 nel Parco nazionale delle Calanques, è una frequentata meta di gite per i marsigliesi, e ospita nel suo porto turistico centinaia di imbarcazioni a vela e a motore. Gli scorci su promontori e calette (nella foto la Calanque du Cap de Frioul) sono magnifici. Verso nord fa da sfondo la città di Marsiglia, sorvegliata dalla basilica di Notre-Dame de la Garde.

Le stradine e i sentieri che percorrono le isole, unite da due secoli dalla diga del Berry, consentono delle piacevoli camminate in un ambiente simile alle vicine (ma spesso più impegnative) Calanques che chiudono l’orizzonte verso est. Non esistono segnavia di vernice, ma sui bivii sono dei cippi con cartelli gialli. Delle tabelle descrivono la natura della zona. Sono fondamentali una protezione contro il sole e il vento e una scorta d’acqua.

  • Dislivello: da 150 a 210 metri
  • Tempo: da 2.45 a 3.15 ore
  • Difficoltà: E, se si compie una passeggiata più breve la difficoltà è T
  • Periodo consigliato: dall’autunno alla primavera, d’estate solo nelle ore più fresche

L’Arcipelago del Frioul, salvo mare particolarmente agitato, sin raggiungono tutti i giorni dell’anno dal Vieux Port di Marsiglia. Una parte dei traghetti sosta sull’isolotto d’If, dove si può visitare (a pagamento) il castello reso celebre da Il Conte di Montecristo, romanzo di Alexandre Dumas padre. Dal molo, sull’isola di Ratonneau, si vede bene la diga che collega le due isole, mentre da sinistra domina la zona la fortezza di Pomègues.

A piedi si percorre il lungomare sul quale si affacciano ristoranti, bar e negozi (alcuni sono aperti solo in estate), si passa sotto a una chiesetta ottocentesca che ricorda un tempio antico, si arriva ai piedi della diga, e si sale a destra, oltre le case, fino ad affacciarsi su una spettacolare caletta. Si imbocca il sentiero che la raggiunge, e dove questo piega a sinistra si sale per un tracciato più comodo (meglio tenersi a sinistra), fino a un largo crinale (18 m) da cui ci si affaccia sulla bella Calanque de Morgiret. Da un bivio, una carrareccia scende al livello del mare e a una spiaggia sassosa. Dal lungomare occorrono 0.30 ore a/r.

Si torna alla diga, la si percorre lungo la strada o sul molo in basso a sinistra, si passa accanto a un depuratore e si sale sull’isola di Pomègues, lasciando a sinistra un viottolo (lo si percorrerà al ritorno) per l’omonima Fortezza. Oltre una tagliata nella roccia, ci si affaccia sulla bella e frastagliata Calanque du Cap de Frioul. La si aggira a mezza costa, si raggiunge un nuovo bivio (12 m), e si scende a sinistra alla Calanque du Port de Pomègues, dove sono un vecchio lazzaretto (4 m) e un impianto di piscicoltura.

Si torna all’ultimo bivio, si piega a sinistra sulla strada principale, e da un nuovo bivio si sale a sinistra per una scalinata fino a un forte restaurato (35 m). La strada scende a una sella, lascia in basso a sinistra la piscicoltura, e poi risale dolcemente fino ai piedi del Faro (54 m). Dei brevi e panoramici saliscendi portano al Fort des Caveaux (65 m, 1 ora comprese le deviazioni), affacciato a sinistra sulla Grande Calanque, dove molti escursionisti si fermano.

Continuando in discesa sulla strada, che compie qualche tornante, si arriva al Cap Caveaux, all’estremità sud-occidentale dell’isola (32 m, 0.15 ore), affacciata a sinistra sulla Calanque des Cambrettes. Sul promontorio sono i resti di un fortino tedesco della Seconda Guerra Mondiale.

Il ritorno lungo la strada principale richiede 1 ora fino al molo e all’imbarco. Se dal bivio 18 metri si sale a destra sulla strada che sale al Fort de Pomègues (77 m), magnifico belvedere dove sorge una grande antenna moderna, si aggiungono alla camminata 0.30 ore e 60 metri di dislivello.