Biblioteca Comunale Leone e Natalia Ginzburg, Piazza del Municipio, Pizzoli (AQ), Sabato 31 ottobre 2026, ore 18
Pizzoli, sulla strada che dall’Aquila conduce verso la Via Salaria e Amatrice, è un luogo importante per la storia dell’Abruzzo. Ci sono stato più volte per lavoro, per raccontare dei sentieri ideati e segnati dalla locale Sezione del CAI e del periodo qui trascorso, all’inizio della Seconda Guerra Mondiale da due giovani antifascisti, Leone Ginzburg e sua moglie Natalia, inviati al confino dal regime fascista.
Negli anni, sono stato più volte a Pizzoli anche per presentare i miei lavori, dalla “Storia dell’alpinismo in Abruzzo” (nel magnifico Castello Dragonetti) fino a “Guerra in Appennino”, il 25 aprile del 2025. Sarà un piacere e un onore presentare qui anche “Dal mare al cielo”, il mio nuovo libro edito da Ricerche & Redazioni.
Introdurranno la serata il sindaco Gianni Anastasio, l’Assessore alla Cultura Milena Ranieri e la carissima Rita ceci, presidente dell’Associazione Orione. Dialogherà con me a proposito del libro la collega Michela Santoro.
Il libro è un viaggio tra Toscana, Umbria, Marche, Abruzzo, Lazio e Molise, diviso in 34 capitoli dedicati ad altrettante vette. Ci sono le alte quote della Maiella e del Gran Sasso, ovviamente, affiancate da cime più modeste e da piccole montagne affacciate sul mare come il Conero, il Circeo e l’Argentario.
Nel mio viaggio incontro grotte e pareti, orsi e camosci, faggete secolari e deserti d’alta quota. Al centro, però, sono le storie dell’uomo, dalle avventure spirituali dei Santi Benedetto, Pietro Celestino, Francesco e Giovanni Paolo II, fino a quelle degli alpinisti. Ci sono eremiti e Sibille, Romani, Piceni e Sanniti, i briganti della Maiella e di Sonnino, i “cafoni” del Fucino che hanno ispirato Ignazio Silone.
Ci sono le prime battaglie ambientaliste, i successi e ii problemi dei Parchi. Ci sono le guide alpine e dei sentieri, il CAI, i collezionisti di cime oltre i 2000 metri di quota, molti amici e amiche che hanno scelto di vivere e lavorare ad alta quota. Il dolore per gli amici scomparsi in montagna si affianca a quello per i ragazzi caduti ottant’anni fa sulla Linea Gustav, e per le vittime dei terremoti dell’Aquila e di Amatrice.
A tenere insieme il tutto, oltre alle mie parole e a un po’ di foto in bianco e nero, sono cinquant’anni di arrampicate e sentieri, quarant’anni di libri, documentari e giornali, centinaia di incontri e di interviste a uomini e donne accomunati dal rapporto con queste montagne fatte di roccia e di boschi, di bellezza e mistero, di sole impietoso e bufere. La speranza è che dai racconti di ieri, e dalla cronaca dell’oggi, possa nascere un domani migliore.
Commenti recenti