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Il Monte Pizzuto, la seconda vetta per quota della catena dei Monti Sabini, offre degli itinerari di grande suggestione, e può essere raggiunto da Rieti e dai centri vicini come dal versante occidentale del massiccio, rivolto verso la valle del Tevere.

Grazie alla posizione e all’isolamento della vetta, il panorama è ampio in direzione dell’Appennino ma anche verso la Valle del Tevere e le colline della Tuscia. I prati della Valle Gemini sono solitari e suggestivi, le faggete assumono dei colori spettacolari in autunno . La segnaletica è stata migliorata negli ultimi anni, ma non è ancora perfetta. Un po’ di attenzione all’orientamento s’impone.

  • Dislivello: 480 m
  • Tempo: 3.15 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

Poggio Perugino, frazione di Rieti, si raggiunge dal capoluogo seguendo la statale 675 in direzione di Contigliano, e poi piegando a sinistra verso Monte San Giovanni in Sabina. La strada per il borgo inizia sulla destra, dopo 3 km.

Se si arriva da Roma lungo la statale 4 Salaria conviene raggiungere la periferia di Rieti, e girare a sinistra verso Contigliano e Greccio. Si posteggia nel piazzale (820 m) che precede l’abitato di Poggio Perugino.

Ci si incammina sulla ripida strada asfaltata che sale alla chiesa della Madonna delle Grazie (853 m), e che può essere anche percorsa in auto. A destra della chiesa si imbocca una strada sterrata (sbarra, segnavia 357) che entra nella valle del Fosso Pisciarello, sale con due tornanti, entra nel bosco e gira un crinale affacciandosi su un vallone boscoso, oltre il quale è il Monte Alto.

Un piacevole tratto a mezza costa porta a una valle boscosa, che si risale sul fondo, lasciando a destra una diramazione per i prati di Porrale e il Monte Macchia Gelata. Traversata una radura si sale a sinistra al Passo il Trivio (1122 m, 1 ora, paletti segnavia), dove ci si affaccia sui prati della Valle Gemini, cuore dei Monti Sabini. Alla sommità della valle sono i Prati di Poggio Perugino.

Si piega a destra, si sale a un paletto, e si entra nel bosco. Il sentiero sale direttamente per un centinaio di metri, poi piega a sinistra. Usciti su un prato sassoso, lo si risale obliquamente (ometti, segnavia 356 e 357) fino a uscire (1250 m circa) sulla larga cresta che unisce il Monte Macchia Porrara al Monte Pizzuto.

Si sale verso sinistra a un cocuzzolo, e poi si continua sulla cresta, con panorami verso il Terminillo, il Gran Sasso, il Navegna, i Lucretili e il Monte Tancia. Superato il punto più alto (1288 m), si piega a destra fino alla vetta tradizionale di Monte Pizzuto (1287 m, 0.45 ore), dov’è un cippo con immagine sacra. Poco oltre è una croce. Ottimo il panorama verso la valle del Tevere, il Monte Soratte e Roma.

Ci si abbassa verso sud, scavalcando la Punta Ferretti (1236 m, croce) e scendendo alla sella (1181 m) che la separa dal Monte Menicoccio, dove si piega a sinistra. Un segnavia su un faggio indica l’imbocco di un canalone boscoso. Lo si percorre per tracce di sentiero, senza via obbligata me senza possibilità d’errore, fino a sbucare (1055 m, 0.30 ore) sui prati della Valle Gemini. Si piega a sinistra sui prati, e si risale al Passo il Trivio (0.15 ore). Per la via dell’andata si torna a Poggio Perugino (0.45 ore).