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L’ampia sella del Guado di Coccia, che separa il massiccio principale della Maiella dalla dorsale del Monte Porrara, è sempre stata traversata da un’importante via di comunicazione tra Sulmona e Campo di Giove da un lato, e Palena e i centri visini dall’altro.

Tra il 1943 e il 1944, i patrioti di Sulmona facevano passare da qui gli antifascisti e gli ex-prigionieri che volevano fuggire verso le colline già liberate dagli Alleati. Un’epopea che è stata resa celebre molti anni dopo da Carlo Azeglio Ciampi, all’epoca sottotenente del Regio Esercito e poi diventato Presidente della Repubblica italiana, e che è ricordata dal Sentiero della Libertà, che attraversa il valico.

Nel dopoguerra il Guado di Coccia, che resta molto frequentato dagli escursionisti, ha visto nascere su entrambi i versanti degli impianti di risalita, che oggi funzionano solo in parte. L’accogliente rifugio-ristorante che sorge proprio sul valico è aperto solo quando funziona la seggiovia. Molti camminatori salgono al Guado di Coccia, con o senza l’ausilio dell’impianto, per dirigersi verso la Cima Ogniquota e il Monte Porrara da un lato, o la Tavola Rotonda e il Monte Amaro dall’altro.

Per chi s’interessa alla Linea Gustav, la zona merita una visita anche per andare in cerca delle decine di postazioni (nella foto) che la Wehrmacht tedesca ha costruito nel 1943 per controllare il valico. Alcune di queste sono rimaste com’erano, altre sono state consolidate e restaurate da appassionati di montagna e di storia locali. Mancano cartelli e segnavia specifici, ma una lapide ricorda Ettore De Corti, un giovane ufficiale di Udine qui assassinato dai militari del Terzo Reich nel settembre del 1943.   

  • Dislivello: 730 m
  • Tempo: 4.15 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: da maggio a novembre

Dal centro di Campo di Giove (1064 m) si raggiunge il Cimitero, prima del quale è un ampio posteggio gratuito. Si prosegue brevemente sull’asfalto, fino all’inizio di un evidente viottolo (frecce, segnavia L e CSL) che sale in diagonale verso il Guado di Coccia. Pochi metri più avanti, un cippo con la scritta “Una stella sulla Majella” ricorda il passaggio di ex-prigionieri e antifascisti, tra i quali Carlo Azeglio Ciampi, nel 1943-’44.   

Il viottolo sale con percorso panoramico e piacevole tra prati, ginepri e faggi, raggiunge una strada sterrata che si segue per pochi metri verso destra, e riprende come sentiero, sempre ottimamente tracciato, su terreno più ripido. Il percorso sale superando brevi tratti scavati nella roccia, entra in una fitta faggeta e lascia a destra la diramazione per i resti dell’Eremo della Madonna di Coccia.  

Altri tornanti, e dei suggestivi zigzag tra speroni di roccia calcarea, precedono un nuovo tratto obliquo verso destra, nel bosco (c’è un tratto un po’ esposto, attenzione!) e poi su un prato, fino a un poggiolo dove ci si affaccia sulla Cima Ogniquota e sulla pista da sci e la strada sterrata che scendono dal Guado di Coccia.

Il sentiero prosegue a sinistra del tracciato, scavalca un nuovo poggio, e raggiunge il Guado di Coccia (1674 m, 1.45 ore), dove sono il rifugio omonimo (aperto solo quando funziona la seggiovia) e l’arrivo dell’impianto.

Si aggira quest’ultimo, si traversa la valletta erbosa del Guado, e si sale verso sud (destra arrivando) per un largo vallone erboso dove sono i poco visibili segnavia P. Piegando a sinistra e costeggiando delle reti si raggiunge la sommità di Serra Campanile (1795 m) accanto all’arrivo di uno skilift. Verso destra, la Cima Ogniquota appare con particolare eleganza.

A destra di questo punto, accanto a un pianoro erboso, sono varie postazioni della Linea Gustav. La trincea più evidente è a destra, affacciata su Cima Ogniquota, altre trincee e altre postazioni compaiono sulla cresta che scende più a sinistra. Seguendo quest’ultima in discesa si raggiunge una postazione più evidente. Si torna al Guado di Coccia per la stessa via.

Nell’ultimo tratto, tenendosi sulla destra (versante di Palena) si raggiungono la base di una pista da sci che scende dalla Tavola Rotonda e l’arrivo di un impianto in abbandono. Tra i due sono una tabella del CSL (il Cammino del Sentiero della Libertà) e una lapide che ricorda Ettore De Corti, un giovane ufficiale di Udine qui ucciso dai tedeschi nel 1943. Questa esplorazione richiede circa 1 ora a/r.

Altre postazioni tedesche, non facili da individuare, si trovano sul ripido pendio che scende dalla Tavola Rotonda. Possono essere raggiunte scendendo per qualche minuto verso Palena e poi salendo senza sentiero nel bosco (più breve, ma ripido e non segnato), o salendo per un centinaio di metri di dislivello lungo la pista (ci sono anche i segnavia H4 per il rifugio di fonte Tarì e Lama dei Peligni) e poi costeggiando verso destra, senza sentiero, il margine superiore della faggeta. Questo percorso dev’essere valutato EE. La discesa fino a Campo di Giove per la via di salita richiede 1.30 ore.