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Il ripido versante occidentale del Monte Marsicano, che domina il borgo antico di Opi, è il più spettacolare della cima più elevata del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise, e offre un itinerario faticoso, panoramico e diretto, riservato a escursionisti bene allenati.

Chi cerca un’escursione più tranquilla, ma in ambiente sempre suggestivo e solitario, può fermarsi a circa metà del percorso, nei pressi del piccolo rifugio (o stazzo) di Monte Marsicano, che sorge nel punto in cui il sentiero, dopo essere salito a zig zag in un bellissimo bosco, inizia ad affacciarsi sui pascoli e le pietraie della parte alta della montagna.

Il percorso, non sempre facile da individuare fino a qualche anno fa, è ora segnato in maniera perfetta, e comprende qualche tratto ripido e scomodo poco dopo la Sorgente Ciarlante. Più avanti il sentiero, che sale a zig zag tra zone ripide e modesti affioramenti calcarei, dimostra la capacità dei montanari del passato di leggere e utilizzare il territorio. Nella zona, soprattutto in autunno, si avvistano facilmente i cervi.

Il rifugio di Monte Marsicano (nella foto), come altre tre strutture della zona (Monte Forcone, Acqua Sfranatara, Valle Fredda) può essere utilizzato dagli escursionisti, contattando in anticipo il Comune di Opi e il referente per le prenotazioni Alberto Ricci 340.7521120, info@comune.opi.aq.it. Il costo è contenuito, la capienza massima è di 8 persone, accanto alla struttura non ci sono sorgenti.

  • Dislivello: da 480 a 640 metri
  • Tempo: da 2.45 a 3.30 ore a/r
  • Difficoltà: E
  • Periodo consigliato: dalla primavera avanzata all’autunno

Dal bivio di Opi, dove la strada per Forca d’Acero si stacca dalla statale 83 Marsicana, si segue per 600 metri la strada di fondovalle in direzione di Villetta Barrea, e poi si piega a sinistra verso il camping Le Foci. Lo si oltrepassa e, dopo un gruppo di case sulla destra, si raggiunge un bivio (1108 m) dal quale inizia verso destra una strada sterrata indicata dai segnavia bianco-rossi E6 del Parco.

La si segue a piedi, aggirando un maneggio e lasciando a destra un’azienda agricola, oltre la quale la strada diventa più ripida e sconnessa. Si continua sul tracciato, che sale su terreno arido e raggiunge uno spiazzo erboso. Un ometto e un segnavia sulla destra indicano un viottolo che continua in diagonale ai piedi dei boschi e delle rocce del Monte Marsicano fino alla Sorgente Ciarlante (1260 m, 0.30 ore), con fontana e abbeveratoio.

Si continua per qualche minuto sul viottolo, superando qualche saliscendi. Dove il tracciato scende e diventa erboso, si piega a destra (segnavia ben visibili) per un sentiero nell’erba, che affronta subito un paio di ripidi gradini. Si torna a destra su terreno più comodo, ci si riaffaccia su Opi e sul Monte Marsicano, si supera un prato con resti di un vecchio stazzo, e si rientra a sinistra nel bosco superando un elementare gradino roccioso.

Il sentiero prosegue verso sinistra, torna a destra, aggira altre rocce e sbuca su un nuovo pendio erboso.Alla sua sommità, seminascosto dalla faggeta, è il rifugio di Monte Marsicano (1590 m, 1 ora), normalmente chiuso a chiave (vedi sopra) e presso il quale si può sostare piacevolmente.

Chi vuole camminare ancora un po’ può continuare sul sentiero che traversa un prato, rientra nel bosco dove si superano o si aggirano dei tronchi caduti, e poi risale tra faggi e grandi massi il canalone che più in alto incide l’intero versante.

Una volta usciti dal bosco su degli ampi pendii di erba e sassi, si può salire fino a un ometto di pietre con paletto (1740 m, 0.45 ore a/r), belvedere sui ripidi pendii della montagna, Opi e Pescasseroli e le vette che chiudono a ovest l’alta Valle del Sangro. Oltre questo punto, il sentiero per la cima del Marsicano sale direttamente e diventa via via più ripido. La discesa dal rifugio al punto di partenza richiede 1.15 ore.