Nel cuore delle Dolomiti Friulane, tutelate da un Parco spettacolare e selvaggio, svetta una delle guglie più bizzarre delle Alpi. E’ il Campanile di Val Montanaia, 2173 metri, che si alza al centro di un solitario vallone. Una fascia di strapiombi gli dà la forma di un missile, per la sua forma bizzarra è stato definito “il monte più illogico”, “il disperato anelito della terra verso il cielo”, o addirittura “l’urlo pietrificato di un dannato”.
Tentato nel 1902 dagli alpinisti triestini Napoleone Cozzi e Alberto Zanutti, vinto dieci giorni dopo dagli austriaci Viktor Wolf von Glanvell e Gunther von Saar, il Campanile ha visto molti altri exploit, e viene salito ogni estate da numerose cordate. Alcuni itinerari recenti sono stati tracciati dall’alpinista e scrittore Mauro Corona.
Il ripido e faticoso sentiero che sale dalla Val Cimoliana fino alla base del Campanile, anche se tenuto in discrete condizioni dal Parco delle Dolomiti Friulane e dal CAI, richiede piede sicuro un buon allenamento. Sul vicino dosso erboso sorge il minuscolo bivacco dedicato a Giuliano Perugini. Alla base del sentiero è l’ottimo e accogliente rifugio Pordenone, del CAI.
Negli ultimi anni, anche grazie ai social, il sentiero del Campanile di Val Montanaia è diventato molto frequentato, ma questo non toglie nulla all’impegno del percorso. La mancanza di copertura per i cellulari ricrea l’atmosfera di un tempo, ma complica le cose per chi deve chiedere soccorso.
- Dislivello: 880 metri
- Tempo: 4.45 ore a/r
- Difficoltà: EE
- Periodo consigliato: da giugno a ottobre
Da Cimolais si segue la lunga (13 km) strada, in parte asfaltata e in parte sterrata, a pedaggio in estate, che risale la spettacolare Val Cimoliana, nel cuore delle Dolomiti Friulane. Il percorso negli ultimi anni è stato reso più agevole, ma include la traversata di un vasto greto ghiaioso. Alla fine, da un quadrivio e da un primo slargo, si sale al posteggio (1180 m) del rifugio Pordenone, che consigliamo di toccare al ritorno.
Da un cartello del Sentiero Geologico, accanto alla base della teleferica del rifugio, si imbocca il sentiero (segnavia 353), che costeggia una parete calcarea, sale a tornanti nella faggeta, raggiunge le ripide ghiaie della Val Montanaia e le attraversa fino a un bivio con tabella (1350 m) da cui si stacca a destra il sentiero per il rifugio Pordenone.
Si riprende a salire per ghiaie a destra del ruscello di fondovalle, si torna a sinistra, e si continua superando a zigzag delle ghiaie mobili e faticose. Per trovare il percorso migliore, oltre ai segnavia, sono utili gli ometti di pietra e le tracce di passaggio.
Dove il vallone si stringe, appare l’inconfondibile sagoma del Campanile di Val Montanaia. Il sentiero traversa a destra, e raggiunge la base di una parete verticale e una piccola grotta con cartello (1727 m, 1.30 ore). Si riparte sulle ghiaie, ora molto ripide, ci si alza verso sinistra per una specie di rampa, e si entra in un bel bosco di larici dove il sentiero, ricostruito dopo una serie di frane, diventa improvvisamente comodo.
Una serie di diagonali porta all’uscita del bosco, ai piedi del Campanile, dove si stacca a destra un sentiero segnato. Un altro tratto scomodo, a destra di un ripido ghiaione, conduce allo spiazzo ghiaioso (1950 m) dove si stacca a sinistra il sentierino che conduce alla via normale della montagna.
Si continua per una rampa tra i prati, si sale ripidamente a sinistra, e si esce sul dosso erboso a monte del Campanile, dove sorge il bivacco Perugini (2060 m, 1.15 ore), della sezione XXX Ottobre di Trieste del CAI. Sorvegliano la zona anche la Cima Toro, la Cima Monfalcon di Montanaia e la Croda Cimoliana, dei sentieri segnati salgono verso Forcella Cimoliana e Forcella Segnata. Nella zona è facile avvistare i camosci.
Si scende sul sentiero dell’andata fino al bivio con tabella (1350 m) accanto alla parte bassa del ghiaione. Qui si va a sinistra sul sentiero che entra nel bosco, e si abbassa con una serie di tornanti fino al rifugio Pordenone (1249 m), che offre una graditissima sosta. Per tornare al posteggio, il sentiero supera una serie di gradini e poi riattraversa le ghiaie. In tutto occorrono 2 ore.
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