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Non so se Walter Bonatti, che ci ha lasciato il 13 settembre del 2011, sia stato il più grande alpinista di tutti i tempi. Certamente è stato il più carismatico, e ha saputo spaziare con le sue imprese dalle grandi montagne delle Alpi (il Bianco e il Cervino, ma anche le Alpi centrali e le Dolomiti) fino alla Patagonia, alle Ande peruviane e al Karakorum.

Nato a Bergamo nel 1930, Walter ha traversato da ragazzo la tragedia della guerra e dell’occupazione tedesca. Al ritorno della pace, come altri ragazzi senza una lira come lui, ha scoperto l’alpinismo con un materiale e un abbigliamento ridicoli ma con una grinta e una classe infinite.

Le sue vie nuove, dal Grand Capucin al Pilier d’Angle e dal Pilastro del Dru all’invernale dello Sperone Walker, hanno trasformato il massiccio del Bianco e l’alpinismo. Le sue imprese extraeuropee, dal Gasherbrum IV all’esplorazione della Patagonia, sono state meno numerose di quello che sarebbe possibile con la facilità di viaggiare di oggi, ma comunque straordinarie.

Le tragedie alle quali Walter è sopravvissuto, dal bivacco a 8100 metri sul K2 nel 1954 fino alla ritirata del 1961 sul Pilone Centrale del Bianco, hanno segnato la sua anima e il suo corpo, e si sono impresse nei ricordi e nel cuore del pubblico di tutto il mondo. La sua polemica con Ardito Desio su quell’ultimo bivacco sul K2, durata mezzo secolo, ha coinvolto migliaia di alpinisti e lettori. Le sue conferenze hanno coinvolto migliaia e migliaia di persone, i suoi libri sono dei best-seller anche oggi.

Dopo aver lasciato l’alpinismo  di punta nel 1965 aprendo una via nuova d’inverno sulla parete Nord del Cervino, Walter ha viaggiato per conto del settimanale “Epoca”, raccontando con scritti e foto straordinari i luoghi più selvaggi della Terra, dai vulcani del Congo ai grandi fiumi dell’Alaska. In questa fase, e fino alla sua scomparsa nel 2011, gli è stata accanto una donna altrettanto straordinaria di lui.

Rossana Podestà, attrice di origini liguri ma vissuta lungamente a Roma, lo ha amato, accudito e affiancato nelle esplorazioni e nel lavoro, finché la morte non li ha separati. Due anni dopo Walter, trascorsi occupandosi dei suoi libri e di un documentario su di lui, anche Rossana ci ha lasciato. Riposano insieme nel romantico cimitero di Portovenere, a picco sulle acque del Mar Ligure. Alpinisti e viandanti lasciano moschettoni, biglietti, pietre di montagne vicine e lontane. Andateci, quella tomba si imprime nel cuore, e ci resta.