Il borgo di Campocatino, con i suoi “caselli” di pietra sorvegliati dalle pareti della Roccandagia, è una delle mete più frequentate e fotografate delle Alpi Apuane. La sua fama è ulteriormente aumentata dopo l’uscita nel 1998 del film Il mio West di Giovanni Veronesi, con Leonardo Pieraccioni, Harvey Keitel e David Bowie.
Classica meta per gite turistiche e gastronomiche (il bar-ristorante Il Rifugio è aperto tutto l’anno), l’abitato è il punto di partenza del lungo e impegnativo sentiero che sale verso la Carcaraia e la vetta delTambura, e della spettacolare escursione verso l’Eremo di San Viviano (o San Viano, nella foto), dove ha vissuto ed è morto un eremita del Cinquecento, le cui ossa sono state ritrovate nel 1993.
La piccola struttura, in posizione impressionante, è meta di un flusso costante di fedeli, e vede delle celebrazioni il 22 maggio e il 22 settembre. Il sentiero che la raggiunge, comodissimo nella prima parte, scende più avanti in un ripidissimo bosco interrotto da pareti rocciose, per poi risalire verso l’Eremo.
Gradini di pietra e staccionate rendono il percorso facile e sicuro, ma è fondamentale avere scarpe adatte e sicurezza di piede. Nonostante la quota modesta, la zona va evitata in presenza di neve o di ghiaccio. Nell’ultimo tratto, dopo la pace iniziale, ci si affaccia sulle cave di marmo e sui rumori della Valle di Arnetola. San Viviano, da molto tempo, è il patrono dei cavatori delle Apuane.
- Dislivello: 150 m
- Tempo: 1.30 ore a/r
- Difficoltà: E
- Periodo consigliato: da marzo a novembre
Dalla strada che costeggia il Lago di Vagli, lasciata a sinistra Vagli di Sotto, si sale verso Vagli di Sopra, che si lascia in alto a sinistra. La nuova, comoda strada sale a svolte al valico del Giovo (941 m) e al suo posteggio, raggiungibile anche da Gorfigliano.
Gli ultimi 800 metri, asfaltati e in ottime condizioni, portano al piccolo posteggio (1000 m) all’ingresso di Campocatino. In periodi di forte affluenza conviene percorrere a piedi questo tratto (0.15 ore sia all’andata sia al ritorno), utilizzare i bus navetta, o seguire lo storico sentiero che sale da Vagli di Sopra.
Dopo aver esplorato Campocatino, e ritirato la chiave dell’Eremo al bar-ristorante Il Rifugio, si imbocca la stradina indicata dai segnavia CAI 147, che sale verso sinistra, tocca un belvedere, e prosegue in direzione della parete della Roccandagia.
Accanto a una croce di legno si piega a sinistra per un sentiero che sale accanto a una staccionata, entra nel bosco e riporta più in alto alla strada, che si segue a sinistra toccando un’antenna della RAI. Oltre uno slargo, un tratto più dissestato porta a un bivio dove si va a sinistra verso l’Eremo. Poco dopo sono dei tavoli da picnic.
Poco più avanti il sentiero si affaccia in maniera impressionante sulle cave di Arnetola, e poi inizia a scendere in gran parte a gradini, protetto da una buona staccionata. Si traversa per due volte un impressionante canalone, si passa davanti all’Eremo, poi si risale ai piedi dello sperone calcareo che lo ospita. Toccato un macigno dove il Santo si raccoglieva in preghiera, e lasciata a destra una vecchia ferrata, due rampe e una ripida scalinata portano all’Eremo di San Viviano (1090 m, 0.45 ore).
L’interno della chiesa, sorprendentemente ampio, è protetto da un soffitto di castagno. Una porta a destra dell’altare dà accesso a una cengia protetta da un parapetto e alla cella del Santo. Si torna per la stessa via, restando sulla strada sterrata invece di riprendere il sentiero iniziale. Nonostante la ripida salita iniziale occorrono 0.45 ore.
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